La redditività delle banche italiane ha raggiunto livelli straordinari: utili 2025 quasi doppi rispetto al 2022, margini sostenuti e bilanci rafforzati hanno aperto una finestra strategica rara. Si tratta non soltanto di un traguardo di redditività, ma di un momento di scelta: massimizzare la redditività di breve o trasformare parte dei profitti in vantaggio competitivo duraturo. Il nostro report esplora queste alternative, individua alcune opzioni “a prova di scenario” e delinea i nodi strategici che definiranno il posizionamento dei prossimi anni.
Un contesto eccezionale che impone scelte non rinviabili
La combinazione di margini elevati, costo del rischio contenuto e disciplina sui costi ha generato risultati record. Il dilemma, a questo punto, è: massimizzare la remunerazione agli azionisti o spingere più intensamente sulla trasformazione. Di fronte a payout ratio elevatissimi (fino al 100% in alcuni casi, includendo gli share buyback) e a forti incentivi in tal senso da parte degli investitori, la qualità dell’allocazione degli investimenti diventa essenziale: priorità chiare, criteri di selezione definiti e, ove possibile, quantitativi, e monitoraggio dei ritorni lungo l’intero ciclo di vita dei progetti.
Il report sottolinea che non si tratta solo di quanto investire, ma di come farlo. Due “no‑brainer” emergono come universali: maggior metodo nell’allocazione degli investimenti e una trasformazione basata sulla semplificazione/ripensamento dei processi e sulla razionalizzazione operativa, in parallelo all’adozione dell’intelligenza artificiale (AI). L’esperienza mostra come la centralizzazione delle decisioni di investimento, business case robusti e soglie di ritorno misurabili possano ridurre sprechi e aumentare l’efficacia. Allo stesso tempo, l’automazione senza prima aver snellito l’operatività rischia di mantenere inefficienze esistenti.
Il modello di banca nell’era dell’AI e il ruolo dell’M&A
A medio termine, la scelta del modello competitivo separerà i leader dai comprimari. L’avvento dell’AI pone le banche davanti a una sfida cruciale: non solo adottare nuove tecnologie, ma ripensare in modo strutturale architetture IT, organizzazione del lavoro e servizio alla clientela. Le opzioni variano da strategie di re‑platforming incrementale ad approcci greenfield come la creazione di una banca parallela.
Parallelamente, l’M&A torna a essere una leva centrale: consolidamento domestico per scala e efficienza; ma anche operazioni cross‑border per esportare competenze, tecnologie e best practice. Il timing è determinante: rimandare può costare opportunità di scala e ritardare programmi trasformativi a favore di profitti di breve.
Priorità operative e rischi da considerare
Il report mette in luce azioni operative concrete: centralizzare il processo decisionale sugli investimenti, introdurre KPI rigorosi, ridurre iniziative frammentate e misurare il valore creato nel tempo. Sul fronte dei processi, la revisione end‑to‑end per eliminare attività a basso valore aggiunto è prerequisito all’efficace impiego dell’AI nonché un’opportunità ancora non pienamente sfruttata. Nostre esperienze mostrano potenziali riduzioni degli oneri progettuali del 20% a parità di output e miglioramenti operativi significativi se gli investimenti sono riallocati con disciplina. Contemporaneamente, emergono nuovi rischi non tradizionali: imprevedibilità degli eventi, sconvolgimenti geopolitici, vulnerabilità informatica e dipendenze da terze parti, esposizione a private credit, e nuove sfide nella gestione dei talenti. Questi fattori richiedono misure proattive, non reattive, anche in una fase come questa in cui le cose sembrano andare per il meglio dal punto di vista dei risultati economici.
La finestra aperta dalla redditività odierna è un’opportunità da non perdere: è il tempo di scegliere con disciplina dove costruire il vantaggio competitivo del domani. Decisioni coraggiose, rigorose e coerenti oggi possono trasformare utili record in valore sostenibile per gli anni a venire.